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Cloud Computing: rivoluzione o evoluzione?

Il Cloud Computing è sicuramente una delle tendenze più interessanti degli ultimi anni. E’ lecito parlare di rivoluzione tecnologica o sarebbe più opportuno definirlo come una inevitabile evoluzione dei concetti di consolidamento e virtualizzazione?

Probabilmente è possibile interpretare i cambiamenti in atto sia come evoluzione tecnologica che come rivoluzione culturale.

Se, infatti, da un lato è evidente che non esiste una differenza tecnologica reale tra il concetto di architettura tradizionale e quello di architettura Cloud, dall’altro è incontestabile il fatto che le opportunità offerte dal Cloud Computing richiedono una modifica sostanziale dei modelli e dell’approccio all’IT governance.

SaaS, PaaS e IaaS non identificano, infatti, infrastrutture harware e software nuove, ma visioni differenti e rielaborate delle stesse.

Cambia, in conclusione, il modello di billing e di fruizione (non più real-time, ma just-in-time) , non i risultati ottenibili.

L’evoluzione è appena cominciata, e c’è da scommettere che non si arresterà presto, considerando che solo ora i grandi nomi (se escludiamo Amazon, Google e SalesForce, pionieri ormai affermati) cominciano a presentare le proprie soluzioni (Microsoft, IBM, HP, etc), ma la rivoluzione sembra ancora solo un miraggio…

Migliorare le domande per migliorare i risultati

Sono in molti a sostenere, ormai da un po’, che sia tempo di revisionare l’approccio alla sicurezza delle applicazioni ed, in particolare, di quelle web. E’ tempo di migliorare le domande, per ottenere migliori risultati!

E’ proprio vero che la colpa del sempre crescente numero di attacchi informatici e della loro sempre maggiore pericolosità è tutta e sola da imputare a chi sviluppa applicazioni?

Possibile che aziende gigantesche come Microsoft o Google non riescano a produrre software sicuro?

Forse è finalmente tempo di cambiare prospettiva, di vedere le cose da un punto di vista diverso…

Verosimilmente la responsabilità è da dividere: sicuramente chi sviluppa applicazioni per il web dovrebbe fare maggiore attenzione, ma anche le aziende che sottovalutano i rischi spesso solo perché economicamente più conveniente devono fare un piccolo sforzo; così come i governi e, naturalmente, gli utilizzatori finali, spesso colpevoli, i primi, di non affrontare con la giusta serietà il problema, i secondi, di non conoscerlo affatto.